Il testo (non) è mobile

Mario Ricciardi

Abstract


The framework for this contribution is the transformation of the textual community, namely, modern society, into a digital community, in other words, a network society. This paper analyzes two theses. The first holds that the text, due to its genetic and historic nature, is always IMMUTABLE, STABLE, and never mobile. For this reason, the text represents the foundational element of a specific society, modern society. The second thesis is based on the assertion that within information and hypertext technologies two diverse views confront and contrast each other. I locate these tendencies in the following key words: “dream” (Nelson) and “intellect” (Engelbart). Hypertext technology and culture represent the most transformative location and agency, they are the actors of the paradigm shift in which we are implicated. The hypertext revolution is based on the criticism of and attack against the material supports of writing and reading, as well as typographic technologies. Hypertext fights and wins this battle. However, hypertext technology is not able to reach the deep structure of alphabetic culture that is made not only of material support but also mental and bodily experience, consolidated and evolving, and of social relationships that are implied in the materiality of the support.

La cornice di riferimento di questo contributo è la trasformazione della società testuale, cioè della società moderna, in società digitale, ovvero nella società dei network. Nell’intervento vengono analizzate due tesi: la prima afferma che il testo, per sua natura genetica e storica, è sempre IMMUTABILE, STABILE e non è mai mobile e per questo è fondativo di una società specifica, quella che noi chiamiamo la società moderna. La seconda tesi si basa sull’assunto che all’interno della cultura informatica e tecnologica che genera gli ipertesti si confrontano e si scontrano due idee diverse. Identifico queste due tendenze nelle parole chiave: dream (Nelson) e intellect (Engelbart). La tecnologia e la cultura ipertestuale sono il luogo e l’agente più fortemente trasformativi, gli attori del cambio di paradigma che ci coinvolge. La rivoluzione ipertestuale ha le sue basi nell’attacco e nella critica dei supporti materiali della scrittura e della lettura e sulle tecnologie tipografiche. L’ipertesto combatte e vince questa battaglia. La tecnologia ipertestuale non riesce però a raggiungere la struttura profonda della cultura alfabetica che è composta non solo da supporti ma da esperienze sia della mente sia del corpo, da relazioni sociali consolidate e mutanti che sono sottese e operanti con la materialità del supporto.

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DOI: http://dx.doi.org/10.5399/uo/hsda.2.1.2986

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